desiderantes volume 1

by Desiderantes

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about

Desiderantes sono uomini sotto le stelle al limitare del mondo conosciuto. Da questo punto d'osservazione sembra di poter parlare del presente come un evento già passato.  L'assenza di luci artificiali ci consente di vedere lontano e in profondità.  In avanti come fosse indietro e nel prima come fosse poi. Lontano e in profondità. Lontano e in profondità. 
La linea di confine è  l'attitudine nei confronti dell'industria culturale (intrattenimento).
Non approssimazione a una medietà professionale senza più alcun significato.

credits

released February 1, 2016

Simone Molinaroli - testi, voce, & percussioni
Alessio Chiappelli - chitarra, batteria, percussioni (tr.1)
Simone Naviragni - basso & percussioni (tr.1)
Jacopo Andreini - musiche (tr.2 & tr.3)
Gioele Valenti - musiche (tr. 4)

registrato autonomamente tra Sant'Agostino (PT) e Impruneta (FI) sometime in 2014 & 2015

Grazie a Raffaele Baccolini per l'assistenza tecnica nella registrazione di "Andiamo Via!"

Sempre di Jacopo Andreini sono la supervisione e la produzione.

La foto di copertina è di Simone Molinaroli

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about

desiderantes Pistoia, Italy

Un progetto di spoken word di Simone Molinaroli reso possibile dalla preziosa collaborazione di alcuni amici.

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Track Name: Andiamo Via!
ANDIAMO VIA!

Andiamo Via! Il luogo è affollato
e non è il numero a preoccuparmi, ma il Suono.
Il belato zelante e servile
imbracciato come un’arma
da una moltitudine incerta e amante dell’assenso,
che alla bisogna include
e per capriccio condanna, stermina e
sanziona.
Track Name: La ragazza che rovesciava i tavoli
LA RAGAZZA CHE ROVESCIAVA I TAVOLI

Non sembrava disperazione
il bagaglio immaginario della ragazza.
Cercava di uscire dal locale
ubriaca senz’altro ed animata
da Entusiasmo Apolide e Inascoltato
nel mondo della noia giudiziale
dei poveri cristi in provincia.
Rovesciò il mio tavolo
e l’ordine innaturale di tavoli,
bicchieri già bevuti e bicchieri da venire
guardando quel che io,
non sapendo, non giocai a concludere
con gli occhi che non avevo.
Ci conoscevamo dai tempi della vera Giovinezza.
In quei giorni da animali
agli albori del ri-conoscimento
che correvamo con la grazia
che il pericolo conosce e ugualmente affronta,
Salvai il bicchiere e il liquido tutto
con gesto estraneo all’ora
e alla posizione dei corpi celesti,
al disciplinato e tropicale inoltrarsi nell’Oscuro.
La Ragazza finì poco lontano,
un sorriso intransigente dava scacco al circostante.
21
La raggiunsi col bicchiere salvato
per dire, ma in un lampo
fu un abbraccio complice di sopravvissuti,
un bacio sulla tempia,
una fuga gloriosa nel silenzio ultimo,
sconfinato, di una rovina solo apparente.
Track Name: Ricordi il nome di tuo padre?
RICORDI IL NOME DI TUO PADRE?

Ricordi il nome di tuo Padre
tra i turisti e gli autobus,
un appuntamento inutile al giovedì mattina
assediato dal sonno e dalla nostalgia
per un futuro che si è ritirato e non parla più?
Ricordi il nome di tuo Padre?
Track Name: Abbiamo ceduto settembre al nemico
ABBIAMO CEDUTO SETTEMBRE AL NEMICO

Abbiamo ceduto settembre al Nemico
fingendo di fingere una resa.
Ripiegando nel piano dove fuggire è un suicidio,
con l’abito bello per le ore gagliarde.
E percorso il non distinto
fino al termine di ogni recriminare
per arrivare all’aperto e stupirci
di non avere inseguitori
come acque di un fiume non più vero,
come rami di un delta senza mare.
La Fine della Guerra
è il luogo dove siamo arrivati.
E alla fine della guerra,
non ci sono più la guerra,
non ci sono più le icone,
non ci sono le attese spartizioni.
C’è solo la frontiera
tra due stati senza confine
e un canto residuo da un tempo,
da tempo inascoltato.